venerdì 11 agosto 2017

Providence 12. The Book, di Alan Moore. Annotazioni, analisi e traduzioni


“Non è morto ciò che può attendere in eterno, e col volgere di strani eoni anche la morte può morire.”
…e davvero a lungo avete atteso, cari lettori, but all good things come to those who wait e quest'ultimo, apocalittico finale di Providence è finalmente qui, sulla vostra doorstep, in attesa che spalanchiate il vostro volume di Providence e annotazioni alla mano di Cronache Bizantine analizziate pannello per pannello l'esoterico, magico lavoro del Bardo di Northampton. 
Qualche giorno fa, una sera torrida di questo agosto infernale, guardavo un bel documentario chiamato “Room 237”. Una raccolta di analisi, decostruzioni e raffinate analisi testuali-visive del capolavoro di Kubrik, Shining: una vasta, inesausta raccolta delle quante più diverse interpretazioni, dall'ipotesi complottista, all'interpretazione storica, all'ipotesi spiritualista, cartografica, psicogeografica, psicologica, freudiana, bettehelmiana, fino alla semplice speculazione sperimentale (proviamo a guardare Shining contemporaneamente dall'inizio alla fine e dalla fine all'inizio!). 
Shining nel documentario si presentava come una scatola di attrezzi, un incredibile assortimento di strumenti visivi con cui giocare e interpretare, oscillando da ipotesi più o meno convincenti, a ricostruzioni ai limiti del maniacale. Mi aveva in particolare colpito come molti di questi appassionati sezionassero Shining frame per frame, esattamente come io e Poropat e gli annotatori inglesi abbiamo sezionato Providence vignetta per vignetta
Mentre scoprivo coincidenze troppo frequenti per essere “solo” coincidenze, riflettevo su quanto la saga di Providence di Moore sia ancora aperta, persino dopo questo lavoro di annotazioni, ai più diversi studi. Sì, se mettessi assieme in un ebook i dodici capitoli di annotazioni tranquillamente mi verrebbe un volume di duecento pagine, ma costruirebbe, oltre che un'operazione immorale, considerando che il materiale inglese da cui ho attinto è gratis e open source, ancora la punta dell'iceberg, a malapena una scalfittura negli strati infiniti dell'opera di Moore. 
Questa non è una conclusione, ma come la storia stessa di Providence, un nuovo inizio. Abbiamo appena scritto quanto bastava per orientarci tra le citazioni Mooriane, abbiamo appena vergato una mappa orientativa di Providence. 
Come studente squattrinato di storia, non posso fare a meno di osservare come ancora manchi un'analisi del sottotesto storico della saga di Providence: come se non ancor di più che in Shining, c'è un chiaro, continuo sottotesto riferito all'Olocausto, evidente dalle camere a gas e dalle stesse origini ebraiche di Black: che sia tutto traslato negli Stati Uniti sembra trasportare il nazismo direttamente negli States, un'operazione oggigiorno alquanto attuale, considerando la resurgence di 4chan/pol, gruppi neonazisti su tumblr e una generale operazione storica che è nel contempo una riscrittura e un'invenzione. Non ci sono studi su Providence da una prospettiva psicanalitica, altro elemento con cui pure Moore gioca parecchio, non ci sono studi bibliografici – sui libri all'interno del fumetto –, non ci sono studi letterari, sull'uso delle diverse lingue di Moore, che tanto ha fatto ammattire il nostro pur infaticabile traduttore italiano, Leonardo Rizzi
Diamine, perchè limitarsi ai soli studi accademici? 
Per gioco e non per profitto, non c'è nulla che vi vieti di continuare a espandere il mondo del Neonomicon e di Providence: cos'è successo nel XX secolo, dalla morte di Black? E' davvero morto? Cos'hanno fatto e cosa è successo a tante creature e personaggi di Providence, nella Seconda Guerra Mondiale? Barlow, si è davvero suicidato? Bierce, si è davvero perso fino a morire nel Messico? Oppure... e cosa possiamo scrivere sulla bomba. La Bomba, quella atomica. Il parallelo con il gigantismo degli dei lovecraftiani mi sembra talmente ovvio, talmente lapalissiano. 
Com'è possibile che nessuno di questi racconti “lovecraftiani” abbia approfondito questo parallelismo? Quindi, avanti, appassionati. La strada è aperta e Moore ci ha appena tracciato non tanto un sentiero, quanto un'autostrada ultra deluxe con i migliori pit-stop che potevamo immaginare. 

Come sempre, le annotazioni provengono dal sito di appassionati Facts in The Case of Alan Moore's ProvidenceLe prime sedici pagine sono state tradotte da Matteo Poropat della Tana dello Sciamano, veterano di vecchia scuola lovecraftiana, che è riuscito a completare la translation a ridosso delle vacanze agostiniane. Le altre 16 pagine sono invece mie, come al solito. Come con Providence 11, può essere che ritorni sull'argomento e corregga le note: com'è tradizione di questo blog, siamo in un eterno work in progress



Riassunto
La dimensione del sogno e quella da sempre considerata la realtà iniziano a scambiarsi di posto nella percezione umana. I protagonisti di Neonomicon incontrano i personaggi di Providence, mentre tutto si muove verso l’inizio di una nuova era.

Copertina
L’immagine raffigura un ibrido tra due ponti che attraversano Bridge Street a Manchester. Le ringhiere appartengono al ponte MacGregor del 1888, visto in Providence 05 e 06. I supporti sembrano invece appartenere al ponte autostradale che occupa al giorno d’oggi lo stesso luogo.

Pagina 1

Vignetta 1

Chi parla è il direttore dell’FBI Carl Perlman, visto in Neonomicon 11 e ne Il Cortile.

“Sono come spore” richiama la raccolta di sonetti Funghi di Yuggoth di Lovecraft con le entità fungine che provengono dal pianeta Yuggoth, e i più recenti lavori di Moore come Il Cortile, scaturito sempre dai sonetti, che doveva essere chiamato Yuggoth Cultures (divenuto poi il titolo di un’altra serie della Avatar Press).

I libri:
- sulla destra: Three Tales of Terror (Arkham House, 1967), copertina di Lee Brown Coye; antologia di racconti di H.P. Lovecraft.
- in basso a sinistra: Leaves (Dragon Fly Press, 1937), di R. H. Barlow, amico di Lovecraft al quale contiene dei tributi.
- in alto a sinistra: Lovecraft at Last (Carlton-Clark, 1975) di Willis Conover, un altro amico di Lovecraft; una biografia dello stesso Lovecraft.

I movimenti della “camera” in questa pagina sono peculiari. Dalla vignetta 1 alla 3 formano una lenta sequenza di zoom mentre la quarta vignetta si sposta sulla destra.

Vignetta 2

“qualunque narrazione efficace funziona come un contagio” Perlman parla dei Miti di Cthulhu come si trattasse di un qualche tipo di meme o di informazione tossica, pericolosa per il lettore.

È rilevante notare come poco prima che il numero 12 uscisse, la nozione di “narrativa armata” (in originale “weaponized narrative”) aveva iniziato a diffondersi sulla stampa.

I libri:
- in basso a sinistra: The Lurking Fear & Others (Ballantine, 1973), raccolta di racconti di H.P. Lovecraft in formato economico.
- in alto a sinistra: H. P. Lovecraft: A Critical Study (Praeger, 1983), un importante testo di critica su Lovecraft scritto da Donald Burleson.

Vignetta 3

“Se fosse vero solo a metà, allora Lovecraft e le sue storie sono state congegnate per provocare quello che sta succedendo” – Perlman stà in pratica ricapitolando quanto avvenuto in Providence negli 11 numeri precedenti.
“Sax” è Aldo Sax, agente speciale dell’FBI, protagonista de Il Cortile e personaggio del Neonomicon.

“Brears” è Merril Brears, agente speciale dell’FBI, protagonista del Neonomicon.

Vignetta 4

“Un volume immaginario che ha generato diversi volumi reali, insieme a un mucchio di occultisti sciroccati secondo cui tutto è vero” si riferisce (come già visto brevemente in Providence 11) al fatto che il libro fittizio Necronomicon inventato da Lovecraft abbia nel tempo generato presumibilmente delle versioni reali, prese sul serio da alcuni occultisti, come analizzato da Harms & Gonce nei The Necronomicon Files.

La mano destra di Perlman è una protesi, dopo l’amputazione subita da Sax negli eventi tra Il Cortile e Neonomicon.

Il diario di Robert Black, che racconta quanto avvenuto in Providence da 1 a 10.

Pagina 2

Vignetta 1


The Book” si riferisce al primo sonetto di H. P. Lovecraft nel ciclo Fungi from Yuggoth, e può essere preso come un riferimento al Necronomicon, al diario di Black, e/o al libro di Hali. 
Una sezione in particolare sembra collegata a ciò che accade:
Trembling at curious words that seemed to keepSome secret, monstrous if one only knew.
Un commentatore ha tracciato una possibile connessione con un racconto breve incompiuto di Lovecraft, intitolato proprio The Book, il quale contiene il seguente passaggio:
Da allora in poi non potei più vedere il mondo come lo conoscevo. Mescolato alla scena del presente c'era sempre un po' di passato e un po' di futuro, e gli oggetti un tempo familiari sembravano estranei nella nuova prospettiva di una vista più ampia. Mi muovevo in un fantastico sogno di forme sconosciute o semi-conosciute; e ogni volta che superavo una nuova soglia era meno facile riconoscere gli oggetti della sfera ristretta alla quale ero stato per tanto tempo incatenato.
Davanti ci sono Carl Perlman sulla destra, l’agente Barstow sulla sinistra. Più dietro c’è l’agente Fuller che osserva i profili dei magri notturni.

Alla televisione si vede Yog-Sothoth, manifestatosi come l’Albero della Vita della Cabala, sospeso sopra il Club Zothique a Red Hook, tratto da Providence 11, pagina 29, vignetta 1.

La libreria del Collegio di S. Anselmo a Manchester, equivalente in Providence della libreria nella Miskatonic University Library di Arkham, dove era custodita una copia del Necronomicon.

“Pensate che laggiù possiamo trovare Merril?” mostra come Perlman sia ancora focalizzato su Merril Brears, a causa del suo collegamento con la fuga di Aldo Sax, o per il suo senso di colpa, in quanto la Brears venne rapita e violentata sotto il suo comando di una missione o ancora perché nutre ancora sentimenti nei confronti della donna.

Pagina 3

Vignetta 1

“O a Salem dove Merril è stata prigioniera” si riferisce alla detenzione dell’agente Merril Brears da parte del culto di Dagon a Salem, in Neonomicon 3-4.

“Ma questa setta” in originale “But this cult” - Perlman utilizza la nomenclatura tipica dei racconti di Lovecraft per indicare gruppi che venerano o interagiscono con qualche entità dei Miti stessi, resa popolare dal gioco di ruolo Il richiamo di Cthulhu; potrebbe essere un’indicazione che egli sta inconsciamente partecipando alla diffusione del meme.

“quella chiesa a Brooklyn” è ora sede del Club Zothique, vista in Providence 02, Il cortile, Neonomicon, e il racconto L’orrore di Red Hook (The Horror at Red Hook).

“esseri con le ali di pipistrello” sono i magri notturni o nightgaunt. Lovecraft li descrisse nei suoi sonetti:
But every night I see the rubbery things,Black, horned, and slender, with membraneous wings,And tails that bear the bifid barb of hell.
Vignetta 2

Perlman indossa la giacca prima col braccio destro, sfruttando la mano buona, impedito nei movimenti da quella protesica.

Vignetta 3

“quando ha fatto evadere Sax” mostrato in Providence 11, pagina 28, vignetta 3 e 4.

“uno dei testimoni ha detto che sembrava incinta” riferimento alla gravidanza di Brears dopo la violenza sessuale da parte di uno dei Deep One (qui chiamati Quelli degli abissi) rivelata alla fine di Neonomicon 04.

Vignetta 4

Un commentatore fa notare come la vignetta e la pagina seguente siano molto simile al finale de Gli uccelli di Alfred Hitchcock, dove i protagonisti cercano di raggiungere l’auto e partire senza attirare l’attenzione degli uccelli, in attesa sui tetti e sui fili e pali del telefono, con lo sguardo rivolto con aria di minaccia alla piccola auto dei penosi umani.

Pagina 4

Vignetta 1


Sui tetti sono visibili i “magri notturni”.

Vignetta 2

“specie invasiva” ci si riferisce comunemente in questo modo a un organismo proveniente da un’altra zona della Terra che “invade” un nuovo habitat, il quale si trova senza difese. Sebbene ciò sia ancora vero in Providence, quella a cui assistiamo è più simile a una “invasione aliena”, dove la Terra stessa si trova sotto attacco da creature da un altro pianeta. O, come in questo caso, una diversa realtà.

Vignetta 3

Vignetta 4

Pagina 5

Vignetta 1

Vignetta 2

“Tutto… mi sembra come fosse un sogno” è un possibile riferimento alla profezia nel Libro di Hali, che la Stella Sapiente e la famiglia Wheatley tentavano di far avverare.

“I sogni e il nostro mondo sono i due estremi di una realtà bipolare, che può passare da uno stato all’altro” – Più intuizione di quanta si potrebbe far credito a Perlman. L’interpretazione contrasta con, ad esempio, quella delle realtà sovrapposte vista in Invisibles di Grant Morrison.

Vignetta 3

“Si è mossa in nostro favore un’eternità fa, dando inizio alla storia umana” – Simile al concetto visto nel racconto A Dream of a Thousand Cats di Neil Gaiman.

“arma propagandistica” riferimento alla propaganda come contenuto dei media destinato a influenzare l’opinione dirottandola verso un certo punto di vista.

Vignetta 4

Pagina 6

Vignette 1-3


La propagazione riguarda la città di Pittsburgh. L’immagine mostra il centro di Pittsburgh.

Perlman espone la sua spiegazione per gli eventi narrati in Providence 01-11. Il paesaggio urbano sullo sfondo muta, coperto da una strana escrescenza, in maggior parte sotto la cupola protettiva. Ironicamente, una delle funzioni di queste cupole era la difesa dalle “specie invasive”, come nel racconto Il colore venuto dallo spazio (The Color Out of Space) (pagina 9, vignetta 1), compito del tutto fallito.

Le cupole anti inquinamento che coprono le maggiori aree urbane sono raffigurate nel Neonomicon e ne viene fatta menzione ne Il Cortile e in Providence 05, pagina 14, vignetta 3. In Providence 11, pagina 23, vignetta 1 ne viene raffigurata la costruzione.

Queste due pagine formano una struttura particolare simile a quella di un polittico.

Vignetta 1

Vignetta 2

Vignetta 3

Si noti la prima escrescenza turchese, sulla parte del condizionatore situata sul tetto.

Pagina 7

Vignetta 1

“È mai successo prima con un’altra opera di narrativa?” si riferisce a come i Miti di Lovecraft siano stati tra i primi a generare un universo condiviso, al quale egli stesso incoraggiava la partecipazione, utilizzando le sue creazioni e espandendolo. Sebbene molte opere di finzione abbiano ispirato altri scrittori, in termini di diffusione e popolarità i Miti di Cthulhu erano unici per fascino e accessibilità, ai tempi in cui iniziava a formarsi il fandom organizzato e si diffondevano le prime riviste economiche.

“Forse l’ultima volta è stata quando i primi cristiani si sono accorti che gli gnostici usavano simboli” si riferisce agli Gnostici, un gruppo formato da sistemi di credo correlati emersi dall’ebraismo coinciso con (e ad un certo livello sono stati influenzati e potrebbero aver influenzato) gli albori del Cristianesimo. Gran parte del gnosticismo si preoccupava del possesso di una conoscenza speciale (gnosi) disponibile solo agli iniziati, e i loro scritti e credenze furono spesso riuniti al simbolismo. Gli Gnostici vennero visti come eretici dalla Chiesa, gli scritti distrutti e gli adepti perseguitati. C’è chi sostiene che la storia di Gesù Cristo sia nata come una parabola gnostica, non destinata a essere presa letteralmente.

Vignetta 2

“Tutto cambia davanti ai tuoi occhi”, tradisce il significato originale: “It changes as you look at it”. La frase si riferisce alla concezione della realtà come una questione legata alla percezione, come nell’allegoria platonica della cava. In un contesto contemporaneo, si può comparare l’ipotesi a quella del gatto di Schroedinger dove la realtà è determinata quando la si percepisce. Ciò implicherebbe che più uno è consapevole del mondo dei sogni, più lo diventa, in una sorta di ciclo di retroazione. Tutto questo ricorda un commento fatto da Randall Carver in Providence 08, pagina 13, vignetta 1: “La realtà potrebbe trovarsi in uno stato diverso quando viene osservata”.

Vignetta 3

“Sembra di stare sempre più in un sogno. C’è la stessa accettazione, come se tutto quello che succede fosse normale” – Fenomeno noto come “logica del sogno”.

“Il mondo dentro di noi… anche quello cambia. Forse è l’unico mondo che cambia” – suggerisce che il mondo dei sogni e quello reale coesistano da tempo, e sia solo la percezione umana a spostarsi dall’uno all’altro.

Pagina 8

Vignetta 1

La pletora di gatti suggerisce una connessione col racconto di Lovecraft I gatti di Ulthar (The Cats of Ulthar); da notare che tutti sono bianchi, similmente a quelli incontrati da Black e Carver in Providence 08. È possibile che l’assenza di persone sia dovuta agli stessi gatti, che le hanno uccise come successo nel racconto.

“Pe-penso sia la cosiddetta contea di Lovecraft” in originale “I-I think this is what they call Lovecraft county” dovrebbe essere “Lovecraft Country un termine utilizzato per indicare la geografia fittizia descritta nella narrativa lovecraftiana (Dunwich, Kingsport, Innsmouth, Arkham, e la valle del fiume Miskatonic), e per alcuni lettori per riferirsi allo stato mentale rappresentato dalla narrativa di Lovecraft.

Vignetta 2

“Io non ricordo più se ho un fidanzato” è forse un riferimento a come l’agente Barstow stia diventando consapevole della sua natura fittizia. Non è mai stato menzionato prima il suo compagno, ce l’ha o no? I lettori non lo sanno e nemmeno lei lo sa.

Vignetta 3

Le vignette 2 e 3 formano una sequenza a camera fissa e mostrano l’auto del signor Jenkins vista in Providence 05 e 06.

“E quindi penso a Beeks o a uno della setta, ma allora perché Merril non ce l’ha detto?” mostra che Perlman deve ancora fare due più due e capire che la creatura uccisa dall’FBI in Neonomicon 04 ha stuprato Merril Brears.

Vignetta 4

La vignetta richiama il cartello “Benvenuti a Manchester” visto in Providence 05, pagina 1, vignetta 1 con l’eccezione che ora loro si trovano ad Arkham, la città fittizia inventata da Lovecraft.

“Perché ho detto Manchester? Esiste davvero?” gli agenti stanno già avendo problemi a distinguere il mondo della veglia da quello dei sogni, e anche le loro memorie ne sono affette. Il loro mondo “reale” è ora il mondo della finzione di Lovecraft.

“Forse in Inghilterra” – Manchester è anche una città del Regno Unito. Ironicamente, anche la città di Dunwich ha un corrispondente in una cittadina inglese affondata.

Pagina 9

Vignetta 1

“Roulet, Japheth Colwen, la strega Massey” sono i fondatori della Stella Sapiente, descritti per la prima volta in Providence 02 e incontrati da Black nel suo viaggio.

“Qua è dove è caduto il meteorite che ci ha fatto costruire le cupole sulla città” la versione in Providence di quanto visto nel racconto Il colore venuto dallo spazio, in Providence 05.

Vignetta 2

“Quelli degli abissi” è ancora un riferimento agli eventi di Neonomicon 04, dove la creatura viene colpita da Barstow.

“Persino in Lovecraft, funziona solo tra maschio umano e femmina marina” è vero nella misura in cui La maschera di Innsmouth (The Shadow over Innsmouth) lo è. Sebbene nelle note di Lovecraft si suggerisce che le creature marine (i Deep One) maschi abbiano violentato femmine umane: “Tutti gli oppositori uccisi - molte donne commisero suicidio o scomparvero.” (Collected Essays 5.249)

Vignetta 3

“È l’università Merrimack o qualcosa di simile” si riferisce al fiume Merrimack che scorre dal New Hampshire al Massachusetts e attraversa Manchester. Si stanno confondendo con i nomi del sogno, dove il nome del fiume e dell’università è Miskatonic.

La vista è comparabile con Providence 05, pagina 1, vignetta 4.

Vignetta 4

Gli agenti sono arrivati nella Alumni Hall del Collegio di S. Anselmo, come visto nei numeri 04 e 05 (anche se ora il luogo è chiamato Miskatonic.)

Nel cielo c’è quella che pare essere la stella polare, ma in realtà è il primo segno dell’arrivo di Azathoth (vedere pagina 18, vignetta 1).

Pagina 10

Vignette 1-2

“Ha detto che i suoi studenti sono a un ballo. Ma la Miskatonic non era un’università cattolica?” un riferimento a come, prima del Concilio Vaticano II, il ballo fosse considerato un’opportunità per il peccato tra i cattolici. Ancora oggi tale legame c’è, secondo i più tradizionalisti.

“Spiegherebbe perché i suoi docenti mormoravano incantesimi nella storia di Lovecraft ambientata a Dunwich” si riferisce a L’orrore di Dunwich (The Dunwich Horror) sebbene la logica di Perlman si stia facendo confusa:
la cantilena degli uomini di Arkham era adesso chiaramente udibile, e Wheeler vide con il binocolo che tutt'e tre alzavano ritmicamente le braccia nell'incantesimo
“La Stella Sapiente aveva rapporti stretti con la chiesa cattolica” già visto in Providence 06, pagina 6, vignetta 3.

Prendere in prestito la pistola di un agente di polizia non accadrebbe mai nella vita reale. Ciò dà maggior credito all’ambientazione onirica.

Vignetta 3

“La chiesa de ‘L’abitatore delle tenebre’ a Providence non era cattolica pure quella?” riferimento alla chiesa di San John a Providence, ispirazione per la chiesa ne L’abitatore del buio (The Haunter of the Dark) come visto in dettaglio con Providence 09.
“quella ricorrenza, è difficile distinguerla dal Natale” si riferisce al racconto di Lovecraft La ricorrenza (The Festival). Il secondo paragrafo inizia così:
Era Yuletide, la ricorrenza che gli uomini chiamano Natale pur sapendo in cuor loro che è più antica di Betlemme e Babilonia, più di Menfi e della stessa umanità
Stephen da Il cortile 01, pagina 10, vignetta 2
disegno di Jacen Burrows
Pagina 11

Vignetta 1

Chi suona la chitarra è Stephen, una delle persone sulle quali investigava Sax ne Il Cortile, dove pure lo si vedeva suonare una chitarra. Indossa l’uniforme da detenuto del Haven Secure Psychiatric Institute, ed è circondato da teste e mani. Ne Il Cortile i serial killer mozzavano mani e teste delle vittime.

Un commentatore fa notare che due delle teste sembrano appartenere agli individui scappati dal centro di detenzione Haven. L’unico scomparso rimarrebbe quindi Aldo Sax (fino a ora).

La chitarra di Stephen non ha le corde. Questo non sembra fermarlo dal produrre musica, che Perlman sembra aver sentito a pagina 10, vignetta 3. In alternativa potrebbe non esserci suono, vedere le note su pagina 12, vignetta 1.

Vignetta 2

“Aldo e la signora del Dho-Hna” sono Aldo Sax e Merril Brears. 
“Dho-hna” è un termine Aklo scoperto ne Il Cortile: “E’ l’essenza del nostro Dho-Hna: un significato impartito retroattivamente da forme non ancora raggiunte ma implicite” e “Una forza che definisce: conferisce significato al suo ricettacolo, come la mano nel guanto; il vento nelle pale del mulino; l’ospite o l’intruso che varcano una soglia, dandole un senso”. In Neonomicon 03, pagina 22, vignetta 3, è utilizzato dalla creatura marina per riferirsi alla gravidanza dell’agente Brears.

Alcuni commentatori hanno fatto un parallelo tra Dho-hna e la parola “madonna”, della quale mancherebbe il “ma” di “madre”.

Vignette 3-4

Le vignette anticipano la rivelazione alla pagina successiva. Gli agenti vedono già cosa attende oltre la soglia ma al lettore non è ancora permesso.

Pagina 12

Vignetta 1


I resti delle vittime hanno il torso aperto in una forma a stella, come visto ne Il Cortile. Curiosamente non c’è traccia di sangue, quindi presumibilmente sono stati macellati altrove.

Nel ciclo di poesie di Lovecraft Funghi da Yuggoth il poema “IX. The Courtyard” si conclude come segue:
(…) swarmed with dancing men:Mad, soundless revels of the dragging dead—And not a corpse had either hands or head!
Vignetta 2

“Mi ha fatto venire il desiderio di avere una moglie e dei figli” mostra come Fuller abbia già dimenticato moglie e figli.

Vignetta 3

“Siamo venuti a piedi?” la perdita di memoria peggiora esponenzialmente. 
Nell’angolo a sinistra in basso della vignetta è possibile vedere parte dell’auto affondata.

Pagina 13

Vignetta 1

L’automobile è ricoperta dall’escrescenza verdeggiante.

“La scrittrice di Peyton Place, Grace qualcosa?” riferimento al romanzo del 1956 I peccatori di Peyton di Grace Metalious, nata a Manchester.

Vignetta 2

“David Lynch” è un regista americano, noto per la serie televisiva Twin Peaks, su un’altra città con molti segreti.

Vignetta 3

“Un po’ lo capisco pure che ne abbiano bruciati tanti” si riferisce a come, storicamente, bruciare i libri sia stato un metodo di soppressione di certa narrativa che si opponeva a chi era al potere.

Vignetta 4

La mano appartiene a Increase Orne, visto in Providence 03, e qui introdotto con la tecnica dell’anticipazione (o page-turn reveal). 

Pagina 14

Vignetta 1

Da sinistra a destra: Increase Orne, Etienne Roulet nel corpo di un giovane ospite, e Shadrach Annesley il cui bagaglio potrebbe contenere “utensili per mangiare”.

Vignetta 2

“Entrambi sono ben più giovani” si riferisce alla coscienza vecchia di secoli di Etienne Roulet.

Orne prende la mano dell’agente Barstow con un gesto da gentiluomo, appropriato per la sua educazione.

La vignetta segna l’inizio di una procedura di “dividi e conquista”, dove ognuno dei tre nuovi arrivati guida uno degli agenti FBI lontano dagli altri.

Vignetta 3

“Sono l’ultimo anziano rimasto di tutto l’ordine. Il ventesimo secolo è stato molto… arduo” suggerisce che né Hekeziah Massey né Japheth Colwen sono sopravvissuti.

Increase Orne porge il braccio all’agente Barstow, un altro gesto da gentiluomo.

Pagina 15

Vignetta 1

“dopo il grande successo del 1919” fa riferimento agli eventi di Providence, con Robert Black come Araldo e il suo incontro con H. P. Lovecraft come Redentore.

Le vignette da 1 a 4 formano uno zoom graduale. I personaggi camminano verso est su Armory Street (street view).

Vignetta 2

“Japheth, lo abbiamo perduto nel 1927 quando la sua reintegrazione è stata interrotta. Non siamo neanche riusciti a recuperare i sali” si riferisce alla versione in Providence di Joseph Curwen, che si è ricostruito attraverso i “sali essenziali”. Questo segue gli eventi narrati ne Il caso di Charles Dexter Ward (The Case of Charles Dexter Ward), vedere Providence 11, pagina 19, vignetta 1.

“Poi nel ‘28 c’è stata la faccenda al San Anselmo con quel semidio ritardato degli Wheatley” un riferimento a Wilfred Wheatley, a suo fratello e agli eventi narrati ne L’orrore di Dunwich (The Dunwich Horror) del 1928; vedere Providence 11, pagina 19, vignetta 3.

Vignetta 3

“Prima la cara Hekeziah è morta e la sua casa abbattuta” si riferisce a Hekeziah Massey, l’equivalente in Providence per Keziah Mason, e agli eventi narrati in La casa stregata (The Dreams in the Witch House) scritto nel 1932; vedere Providence 11, pagina 21, vignetta 1.

“Pauvre Heki!”, “Povera Heki” in francese; la lingua natia di Etienne Roulet e presumibilmente un nomignolo per Hekeziah.

“Poco dopo, io stesso l’ho scampata bella” riferimento agli eventi de La cosa sulla soglia (The Thing on the Doorstep) scritto nel 1933; si veda Providence 11, pagina 21, vignetta 2.

“E nel 1937 quando il redentore è morto, era quasi sconosciuto” si riferisce alla morte di H. P. Lovecraft avvenuta in un relativo anonimato nel 1937.

Pagina 16

Vignetta 1


Da sinistra a destra:

– un Mi-go (conosciuti anche come Funghi di Yuggoth, dal racconto Un sussurro nelle tenebre (The Whisperer in Darkness), impugna il Trapezoedro Scintillante (da L’abitatore del buio (The Haunter in the Dark) visto nel numero 09.
Aldo Sax indossa la divisa da detenuto dell’istituto Haven.
– una Merril Brears in stato di avanzata gravidanza, impugna una copia del Libro di Hali
– prima apparizione di S. T. Joshi, rinomato critico e biografo di Lovecraft
– una donna posseduta da un membro della Grande Razza di Yith, dal racconto L'ombra venuta dal tempo (The Shadow Out of Time)
– il cervello di Ambrose Bierce in un cilindro impugnato da un altro Mi-go.

Il semaforo corrotto è verde mentre quello intatto è rosso. Potrebbe simbolizzare che la realtà modificata vuole che i personaggi avanzino, mentre la realtà originale vorrebbe (futilmente) farli fermare.

I bordi delle vignette, fino alla fine del numero, sono precisi, a segnare la percezione paranormale.

Vignetta 2

“Carl? Fuller? Dove sono?” l’agente Barstow è rimasto vittima dello stesso destino degli altri che hanno incrociato la strada di Increase Orne, dal racconto di Lovecraft Il terribile vecchio (The Terrible Old Man), con il suo spirito intrappolato nella boccetta; vedere Providence 03, pagina 7, Vignetta 4. 

Shadrach Annesley, il cannibale, rimuove il sangue dall'angolo della bocca, implicando che abbia ucciso e mangiato l’agente Fuller.

“il momento del Dho-Hna” – vedere le note a pagina 11, vignetta 2.

“Venite, monsieur” Roulet parla ancora in francese.

“be’, è davvero radiosa” – “radioso” è un termine comune per indicare una donna incinta.

Pagina 17

Vignetta 1 

“Aldo Sax. E' l'inventore della teoria delle anomalie” - dal Cortile. I vuoti di memoria di Perlman ricordano sempre di più i sintomi di una demenza progressiva

Vignetta 2 

“Carl, è stato tutto un sogno, quello che è successo a Salem. Non stare male.” – tecnicamente è vero, da un certo punto di vista. 

I capezzoli di Brears si sono scuriti, com'è il caso delle gravidanze, e si è lasciata crescere i capelli, dai tempi del Neonomicon. 

“Perlman, senti, quando ti ho mozzato la mano...” - è successo tra Il Cortile e il Neonomicon. 

Vignetta 3 

“Non so come, ma sono ancora perfettamente cosciente. Mi trovo in un inferno di realtà liquefatte. Non c'è via di uscita.” – è Sax apparentemente conscio di tutto quello che sta succedendo, a differenza invece dello stato “sognante” in cui si ritrova Perlman. Può essere quanto la Stella Sapiente aveva progettato, o può essere che la svastica che Sax ha inciso sulla sua fronte in qualche modo stia respingendo l'atmosfera sognante propria dei Grandi Antichi. Uno dei commentatori inglesi ha infatti osservato l'estrema ironia che un pazzo come Sax è probabilmente l'unico sano di mente al termine di Providence. 

Vignetta 4

“Our three wise men/i nostri magi” - ricorda i Re Magi della natività di Gesù; i magi erano seguaci di Zoroastro e al di fuori della tradizione cristiana, diedero un importante contributo alla nascita della figura del mago. Il trio sembra anche corrispondere all'immagine tradizionale dei Re Magi: un uomo anziano, un uomo di mezza età e un giovane uomo di scura carnagione - visivamente ci siamo. 
La traduzione italiana passa direttamente a esplicitare l'allusione, scrivendo direttamente i “nostri magi”. 

“e portano dignitari importanti” - Il contenuto del cilindro di rame è discusso a Pagina 20. 
L'altro dignitario è il Trapezoedro Scintillante, che Johnny Carcosa identificava come “un'asztraszionedi Hastur (Providence 10, Pagina 23, Vignetta 1). 

Pagina 18

“Credo che sia Azathoth” - è il “Caos Primigenio, al cui centro brancica goffamente, cieco e idiota, il dio Azathoth, Signore di Tutte le Cose, circondato dalla sua inetta schiera di danzatori ottusi e amorfi e cullato dal sottile, monotono lamento d'un flauto demoniaco stretto da mani mostruose” (da L'abitatore del buio)

Il ponte si sta trasformando, con le ringhiere e i piloni in continuo mutamento sotto gli occhi del lettore. A sinistra c'è il ponte sopraelevato tutt'ora esistente (apparentemente il secondo Notre Dame Bridge, costruito nel 1988). A destra, com'è evidente sopratutto dal passamano, c'è il MacGregor (o Bridge Street) ponte, dove Black aveva incontrato Elspeth Wade (posseduto da Etienne Roulet) in Providence 05. 

Pagina 19

Vignetta 1

“... anche se noto l'assenza del pigolio di flauti.”- è dalla Ricerca Onirica dello Sconosciuto Kadath

In viaggi simili, c’erano dei pericoli incalcolabili, per non parlare poi dell’ultimo, sconvolgente pericolo, che sussurrava cose indicibili, una volta usciti dal normale universo, e che nessun sogno poteva raggiungere: l’ultima nebbia incorporea del Caos totale che bestemmia e gorgoglia al centro di tutto l’infinito, l’incontenibile demonio, il sultano Azathoth, il cui nome nessuna bocca osa proferire, che digrigna affamato i denti in spazi bui e inconcepibili che si trovano al di là del tempo, tra i colpi soffocati di tamburi che levano la ragione, e la monotona nenia di flauti maledetti.
Vignetta 2

La scritta in Aklo dovrebbe potersi leggere IA 'Y-AZU. Questo compare nel Libro di Hali (Providence 06, Pagina 37) come IA 'Y-AZV, che si può leggere come WZAY 'EI, è L'IMMENSA NEGAZIONE INESPRESSA CONFERITA DALLE PAROLE, SIMILE A UN'OMBRA ASSENTE. 
Nel Cortile, WZAY 'EI è una parola per “lo spazio concettuale negativo che circonda un concetto positivo, la classe di cose più larga del pensiero, essendo quanto il pensiero esclude.”
Non possiedo la versione italiana del Cortile, per cui la traduzione è mia. 
Se preferite la versione inglese: 
“Wza-y’ei is a word for the negative conceptual space left surrounding a positive concept, the class of things larger than thought, being what thought excludes.”
Il fatto che la scritta in Aklo compaia nella sua forma scritta, invece che nella sua forma parlata, deve avere un qualche significato...

Vignetta 3

“Sta facendo come il Dottor Stranamore” - è dal classico del cinema Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964), riferendosi al braccio malato di Stranamore, che spesso si alza nel saluto nazista. 

Pagina 20

Vignetta 2

Il discorso del cilindro riproduce lo zz proprio dell'altoparlante, il suono meccanico ricordato in Colui che sussurrava nelle tenebre, dove i cervello degli uomini rapiti dai Mi-Go vengono inseriti nei cilindri di sostentamento. 

“Ma, cozzsì come Marcuzzs Aureliuzzs è mio padre.” – è un riferimento a Marcus Aurelius Bierce, il padre di Ambrose Bierce, famoso giornalista e inventore di Hali e Carcosa. 

Vignetta 3 

“A-Al contrario. Cre-Credo di sapere esattamente chi fosse.” – Oltre a essere la principale autorità su Lovecraft, S. T. Joshi è anche il principale studioso della vita e opere letterarie di Ambrose Bierce

Pagina 21

Vignetta 1 

“Nella nostra specie, il maschio possiede il gene inibitore della crescita. Nella loro, è la femmina. E' come con le ligri.” - Le ligri sono il risultato di un incrocio tra un leone maschio e una tigre femmina; crescono molto più grossi di entrambi i genitori, in quanto le tigri femmina non possiedono alcun gene che limiti la crescita. 

Le vignette dall'1 alla 4 formano una sequenza a zoom, che lentamente restringe la prospettiva su Brears e Perlman. 

Vignetta 2 

“C'è qualcozzsa la? E' colui che si burla?/Izz it the one who mockzz?” - Colui che si sta avvicinando è nientemeno che Johnny Carcosa, l'avatar di Nyarlathotep, che tra le tante cose è associato agli scherzi. Per usare il lessico dell'antropologia, è un dio trickster, come Loki. 
Si veda La Ricerca Onirica dello Sconosciuto Kadath:
Soltanto per schernirlo Nyarlathotep gli aveva mostrato la strada verso la salvezza e verso la meravigliosa Città del Tramonto; soltanto per farsi beffa di lui l’oscuro messaggero gli aveva rivelato il segreto di quei tronfi dèi che egli aveva creduto di poter dissuadere tanto facilmente. Perché la follia e la selvaggia vendetta del vuoto sono gli unici doni che Nyarlathotep elargisce ai presuntuosi.
“Tra tutto il pantheon, mi ero sempre chiesta perchè lui fosse il più umanoide. 
Affermazione bizzarra. Il commentatore inglese scrive che Cthulhu è il più umano degli dei dei Miti, ma non sono assolutamente d'accordo: è il più popolare, il più riprodotto nel suo barbiglio di tentacoli, ma qui dal dire che è il più umano... mi sembra esagerato. 

Vignetta 3 

“Cristo, Merril... (…) S-sì, ma più estremo.”
Altri riferimenti alla Natività

“Sarà il loro ierofante, sognerà un nuovo pianeta...”
Si riferisce a come, nel Richiamo di Cthulhu, il dio è chiamato “grande sacerdote”, letteralmente uno ierofante. 
Essi adoravano – così dissero – i Grandi Antichi che vivevano da secoli prima della nascita dell’umanità, e che erano scesi sul giovane pianeta dal cielo. Questi Antichi erano poi scomparsi, sotto la terra e sotto il mare; ma i loro corpi morti avevano narrato in sogno i loro segreti al primo uomo, che aveva creato un Culto che non era mai morto. Questo era quel culto, e i prigionieri dissero che era sempre esistito e che sarebbe sempre esistito, nascosto in terre selvagge e lontane ed in luoghi oscuri di tutto il mondo, finché sarebbe arrivato il giorno in cui il grande sacerdote Cthulhu, dalla sua oscura dimora nella potente città di R’lyeh sotto le acque, sarebbe sorto ed avrebbe riportato la terra sotto il suo dominio.
Vignetta 4

“Szì. L'eszisztenza è szolo a un paszo dal szublime.” – Colui che parla è Johnny Carcosa, che il suo trionfale ingresso nella pagina successiva. 

Pagina 22

Vignetta 1 

Compare al centro Johnny Carcosa, dal Cortile, Neonomicon e Providence 10. 

“Quanto szottoszta a una finszione più poszente?” - I Miti sono un'invenzione, per l'appunto una finszione, ma stanno lentamente sostituendo il mondo reale del 21' secolo, perché più forti, più convincenti. Ritorna il tema dominante in Provicence 12, che ricrea un'invasione aliena, una colonizzazione lovecraftiana.

“Szignorina Brearsz, reszti szicura che queszti szervigi non szaranno szenza ricompensza.”
Come abbiamo assistito con Black, tutti coloro che servono Nyarlathotep ricevono la loro ricompensa, volenti o nolenti.

“Se deszidera aszumere la szua poszione...?”
Ovviamente il significato letterale è alla gravidanza di Brears, ma in senso lato si tratta anche di una posizione di grado, all'interno di una gerarchia, un ruolo, in questo caso la Maria piena di grazia della natività. 

Vignetta 2 

“Certamente. Penszo che tra i dignitari szarebbe forsze preferibile.”
I dignitari sono sia il Trapezoedro Scintillante e Ambrose Bierce nei rispettivi cilindri di rame trasportati dai Mi-Go, sia “dignitario” può alludere al ruolo di Perlman, come un Giuseppe biblico, nel senso che aveva dormito con Brears prima dell'inizio delle avventure nel Neonomicon. 
Perlman senza dubbio è un dignitario fondamentale nel ciclo di Moore: assegna il caso a Sax dando il via a Il Cortile e generalmente innesca tutta la vicenda. 

“Monszieur Roulet, è pronto a pronunciare il neceszario incantamento?” 
Non è solo una gravidanza che sarà presto risolta, ma un rituale magico che richiede determinati incantesimi perchè il bambino - se così si può chiamare - venga alla luce. 

Vignetta 4 

“M-Merril? Va... va bene così?” - E' la seconda volta che Merril, nuda, richiede una giacca con cui avvolgersi; era già successo col Neonomicon, quando fugge dal dungeon e si presenta nel porticciolo, di fronte alla folla incredula. Ne è passata di acqua sotto i ponti... (no pun intended)

Pagina 23

Vignetta 1

“Carl, è tutta colpa tua” – Un po' un clichè che le donne dicono al momento del parto, se il marito è presente. 

“Ed ecco il grande mare già restituirà le sue lampade...” 
Ricorda il Vecchio Testamento, in particolare le Rivelazioni 20:13 e ovviamente la famosa espressione del Necronomicon: Non è morto ciò che può attendere in eterno, e col volgere di strani eoni anche la morte può morire, dalla Città senza Nome e dal Richiamo di Cthulhu

Vignetta 2 

“Carl? Vi prego, qualcuno mi aiuti...”
Increase Orne tiene in mano la fialetta che contiene l'anima dell'Agente Barstow. 

“Quando il cielo conoscerà un caos mirabile e le stelle antiche a noi saranno restituite.”
Ricorda fortissimamente questo passaggio dal Richiamo di Cthulhu
Un giorno egli avrebbe chiamato, quando le stelle sarebbero state pronte, e i suoi adepti rimasti sempre in attesa, lo avrebbero liberato.
Uno dei commentatori inglesi ha osservato come a testimoniare la nascita del bambino ci siano tre uomini anziani, ma anche tre vittime indifese: Barstow, contenuta nella fiala del Terribile Vecchio, la donna posseduta, che resta senza nome, e l'altrettanto sconosciuto ragazzino nero che Roulet ha posseduto. Collocare le vittime di una violenza inaccettabile anche nel momento più cosmico e per così dire poetico di Providence mantiene quell'atmosfera horror che si rischiava altrimenti di perdere. Inoltre questa sorta di anti-Natività si inserisce bene nella narrazione al vetriolo di Moore sulla nascita degli Stati Uniti, dove tre uomini anziani assistono alla nascita di Cthulhu, ma anche di una nazione, attraverso delle vittime che appartengono a quelle etnie e minoranze tradizionalmente oppresse negli States (due donne e un afroamericano). 

Vignetta 3 

Il “papa del sonno” è ovviamente Cthulhu. 
“Giungerà infine alla sua dimora” ricorda l'iconica espressione “Nella sua dimora di R’lyeh, il morto Cthulhu aspetta sognando” da Il Richiamo di Cthulhu. 

Vignetta 4

“Il mondo intero sarà dimenticato - sta già accadendo, come dimostrano le perdite di memoria di Perlman, Fuller e Barstow. 

Pagina 24

Primo e unico utilizzo di una pagina con 8 (!) vignette, che alternano gli sguardi terrorizzati del gruppo di protagonisti, al neonato Cthulhu. Il ritmo veloce della pagina riflette le contrazioni e il battito accelerato del cuore di un neonato (per quanto mostruoso, in questo caso).

Moore è stato anche uno dei primi (forse il primo? Mi sembra improbabile, a differenza dei commentatori inglesi) che ha messo in fumetto la scena di un parto: compare infatti nel secondo libro della saga di Miracleman

Vignetta 2

Prima comparsa di Cthulhu. 
Uno dei commentatori inglesi ha osservato che il neonato è avvolto nel “caul of cthulhu/il sacco amniotico di Cthulhu”. Moore sarebbe d'accordo, considerando come uno dei suoi lavori autobiografici si intitola proprio The Birth Caul.

Vignetta 3

Orne tiene di nuovo in mano la fialetta contenente Barstow. 

Vignetta 5 

“U-una piovra, un drago e una caricatura umana... ma era l'aspetto complessivo che lo rendeva orribile.” - è ovviamente dal Richiamo di Cthulhu

Vignetta 8

La pupilla nell'occhio di Cthulhu ricorda quello di un octopus. 

Pagina 25

Vignetta 1 

“Sembra... sembra più un gioiello o-o un cavolo...”
Brears sta percependo grazie alla visione di Leng piani della realtà diversi dal nostro, che non appaiono all'occhio normale del lettore.
Moore nel passato ha sempre dichiarato una profonda ammirazione per la sottigliezza e l'intelligenza con cui Lovecraft ha descritto Cthulhu; presentando di volta in volta una lista di cosa Cthulhu NON è, Lovecraft ne ha trasmesso l'indescrivibilità in una maniera che nel contempo non è ne realista, ne stupidamente astratta. Moore in questo caso aggiunge che Cthulhu è e nel contempo non è, un gioiello o un cavolo. Ora sappiamo che Cthulhu ricorda e nel contempo non ricorda elementi dal mondo animale, vegetale e minerale!

“Ora deve szopperire al szuo szoszentamento.”
Implica che Brears deve allattare Cthulhu, cosa che fa nelle vignette successive. 

Vignette 2-4

Sequenza a camera fissa. Si rallenta l'azione accelerata nell'eccezionale pagina precedente. 

Sulla scelta dei tentacoli di Cthulhu, simili a esili viticci, non abbiamo informazioni da parte di Moore. E' certo un dettaglio visualizzabile, ma nel contempo rimane misterioso e disturbante. 

Pagina 26

Nonostante il sangue sulla giacca, non c'è segno di una placenta. Non che con un parto del genere, ci debba per forza essere una placenta. Neonomicon, nella prima e nelle ultime pagine, sembrava mostrare una corda ombelicale, ma non ritroviamo qui nessuna scena di taglio del cordone. 

L'agente Barstow sembra parlare dalla fiala, ma anche con la lente di ingrandimento non sembra essere un dialogo comprensibile. 

Pagina 27

Vignetta 1 

“Deve attraversare molte migliaia di miglia prima di poter riposzare e szognare.”
Sembra suggerire che Cthulhu debba recarsi alle coordinate che corrispondono alla sommersa R'lyeh, nell'Oceano Pacifico, come già scritto da Lovecraft. 

Shadrach Annesley si sta avvicinando a sinistra, in secondo piano. Ha le unghie sporche di sangue umano. 

Vignetta 2

“Shadrach, una assoluta certezza del cosmo è che i tuoi desideri ti rincretiniscono.”
Implica che Annesley, da buon cannibale, ha uccido e divorato Sax. 

Vignetta 3 

“Si prenda cura di szè, eh?”
Questa è forse un'espressione dell'indifferenza degli dei lovecraftiani verso il fato dell'umanità. 

In precedenza, con Providence 01, Freddie Dix aveva parlato del Diavolo del Jersey, la storia di una donna che aveva partorito un mostro con le ali, che l'aveva velocemente lasciata per il mondo esterno. Allo stesso modo, Brears partorisce un Cthulhu con due piccole ali, che le viene subito sottratto per migrare nel suo posto nel mondo. 

“New York sembra già una fantasia impossibile di Dunsany.”
Si riferisce a come nell'opera di Dunsany “Idle Days on the Yann”, il mondo onirico della storia fa sembrare il mondo reale niente più che una fantasia. 

“Penso che ora sia Yuggoth.”
Yuggoth è il pianeta di finzione dei Mi-Go, o i Funghi da Yuggoth, nella narrativa di Lovecraft. 

Pagina 28

“Penso che forse sia sempre stato Yuggoth” – I pensieri di Perlman sono ormai binari: non esiste solo la Terra o solo Yuggoth, quanto piuttosto due estremi, Terra e Yuggoth a cui di volta in volta avvicinarsi o allontanarsi. 

Carcosa sembra qui svolgere il ruolo di Giovanni il Battista, battezzando Cthulhu. Si tratta però più di un lasciar andare, che di un battesimo vero e proprio, considerando come il dio immediatamente segua il fiume per dirigersi a R'lyeh. 

Le estremità delle ali di Cthulhu che nonostante emergano dalle acque sono impossibili da contare, è un altro tentativo di Moore per rendere la forma generalmente familiare di Cthulhu strana e disturbante. 

Pagina 29

Vignetta 1 

“Mm. E la realtà umana è sempre stata un fragile costrutto che noi abbiamo imposto per breve tempo sul caos fondamentale dell'esistenza.”
L'idea della storia dell'umanità come un costrutto mentale temporaneo e flebile, all'interno di un'esistenza inerentemente caotica, è decisamente in linea con la filosofia di Lovecraft. 

“Perchè siamo diventati come loro, alla fine...”
Si mescolano ancora una volta realtà e finzione (e la meta-finzione!) mentre Brears cerca almeno di riconoscersi come il personaggio di una storia (di Moore? di Lovecraft?) almeno a un certo livello. 

Vignetta 2 

“Non creda, mi ero accorto di questa ironia.”
Joshi non è mai stato prima d'ora trasformato in un personaggio inventato di una storia lovecraftiana, ma sembra comunque ben conscio di essere stato inserito dentro una storia di finzione. 

“… sarebbero la follia o il suicidio.”
Si riferisce ovviamente a come molti (se non tutti) i protagonisti delle storie di Lovecraft finiscano pazzi (come De La Poer ne I Ratti nei Muri) o suicidi (Arthur Jermyn ne Le vicende riguardanti lo scomparso Arthur Jermyn e la sua famiglia)

Vignetta 3

“No. Su questo non sono d'accordo con lei.”
E' tipico di Joshi, che è un critico letterario

“Be', sì, se la mente si trasformasse senza che uno ne fosse consapevole, la cosa sarebbe inesprimibile.”
La mente di Brears è stata alterata, modificata per affrontare la nascita di Cthulhu. Ne sembra consapevole, il che rende il fatto meno orrorifico per lei, ma accresce l'orrore invece per il lettore. 

Pagina 30

Vignetta 1


Prima comparsa di Shub-Niggurath. La parte bassa del corpo ricorda i frattali dell'osso pelvico di una donna incinta e la parte superiore delle gambe, una sorta di mostruosi polpacci. 

Nella parte in alto a sinistra è visibile la struttura del ponte MacGregor; la visuale sembra corrispondere a quella odierna, come conferma Street View

Vignetta 2 

“In una delle sue lettere, mi pare che l'abbia descritto come una sorta di nuvola.
Si riferisce a una lettera di Lovecraft a Willis Conover, del 1 settembre 1936: “Yog-Sothoth’s wife is the hellish cloud-like entity Shub-Niggurath […]” (Selected Letters 5.303).

Pagina 31

Vignetta 1

Joshi sta parlando del Segno degli Antichi, un simbolo presente nelle storie di Derleth, alcune volte una svastica, il che spiegherebbe lo stato mentale sano di Sax; compare in molte storie di Derleth, in particolare con Trail of Cthulhu, come un simbolo di esorcismo verso le creature dei Miti. Con ben altri significato, molto meno consolatorio (!) il segno compariva rispettivamente nell'Ombra su Innsmouth e Alle Montagne della Follia

Vignetta 2

“Carl, questa... non mi sembra una storia di quel genere.” – riflette una delle principali critiche alle opere di Derleth, dove gli umani possono (e devono) combattere contro i mostri dei Miti di Cthulhu. 

“Penso che dovremmo imparare a vivere per sempre in un mondo di meraviglie e di gloria” – rieccheggia chiaramente il finale dell'Ombra su Innsmouth: 
Nuoteremo al di là di quella scogliera nel mare, e ci dirigeremo attraverso i neri abissi verso la ciclopica Y’ha-nthlei dalle Mille Colonne, ed in quel rifugio dimoreremo per sempre tra i prodigi e la gloria.
Vignetta 3

“se la consideriamo come posizione esistenziale, forse ha ragione.” - allude a Joshi come a un critico letterario avvezzo ai dibattiti (fermarsi a dibattere un oscuro punto di vista letterario nel bel mezzo di un'apocalisse!) in contraltare all'ottimismo di Brears e dal desiderio di Perlman di combattere. 

Presi tutti assieme, Joshi, Brears e Perlman possono essere visti come ciascuno rappresentare una diversa reazione all'opera di Lovecraft: il critico letterario che accetta la gran parte delle storie e della filosofia di Lovecraft, ma di cui analizza la vita e i diversi livelli di significato (Joshi), coloro che prendono una posizione molto più attiva, simile a quella dei Miti di Derleth (Perlman) e infine coloro che accettano le storie di Lovecraft a un livello molto più personale e/o spirituale (Brears). 

Vignetta 4

“e per quanto ne sappiamo ci troviamo in un universo deterministico, privo di libero arbitrio”- è tecnicamente vero, considerando come il loro universo sia una striscia di fumetto su carta e da un punto di vista meccanicistico è altrettanto corretto. 

“Tutto è destino. Tutto è provvidenza.
Questo è il senso di una divina provvidenza già preordinata; potrebbe riferirsi sia ad Alan Moore come autore, ma anche a Cthulhu come a un'idea che crea le condizioni per la sua stessa esistenza, durante tutto Il Cortile, Neonomicon e ovviamente la stessa Providence. 
Rinforza l'idea che tutte le decisioni e le mosse prese dia diversi protagonisti nella serie erano, per una larga parte, già predeterminati – una visione del tempo dove le azioni dei protagonisti sono già successe, congelate dentro pagine che devono ancora esser elette. Il lettore, dunque, è colui che costruisce questa storia leggendo le diverse pagine in ordine, scongelandole per così dire dal freezer della predeterminazione. 
Una concezione filosofica ovviamente che riflette le teorie sul tempo e sull'eterno ritorno di Moore, già esplorate estensivamente con Jerusalem – vedi Providence 02, Pagina 31. 

Pagina 32

Vignette 1-4

L'assetto della pagina riflette la prima pagina da Providence 01, similmente a come Black ripercorre i passi di Lily prima del suicidio, con Providence 11. 

Uno dei commentatori inglesi osserva inoltre la dicotomia di base: Lily come un individuo che mira a distruggere sè stesso, Carl come un rappresentante di tutta l'umanità che accetta passivamente la distruzione del mondo tutto attorno a lui. 

La pagina è diversa da quella di apertura nel senso che Perlman non sta distruggendo le pagine del Commonplace di Black, ma le sta separando e disperdendo, come se fossero delle spore o dei semi affidati alla corrente del fiume. 

La pagina raffigurata proviene dalle pagine 32 e 33 del Commonplace Book di Black (Providence 08). 

Il passaggio nella vignetta 1 ricorda molto da vicino il finale di un sogno assai complicato spesso ricordato da Black nel suo diario, che vediamo ha ora previsto gli accadimenti in quest'ultimo capitolo. Il sogno avviene infatti su “un ponte, molto più simile a quelle strutture piatte e funzionali che si trovano nei pressi di cittadine come Athol o Salem.” Camminando, incontra “un giovanotto molto ben vestito e con un cache-col giallo squillante stranamente tirato su a nascondergli la bocca” - ovviamente è Johnny Carcosa. Il ponte cambia, ricordando ora il “lungo ponte di Manchester che attraversa il Merrimack.” Sul ponte, vede “Mr Orne, Mr Annesley e un piccolo bambino negro vestito con un piccolo smoking che fumava vistosamente un sigaro gigantesco. Vicino, un uomo di mezza età con l'espressione sconfitta e forse con una mano atrofizzata (...) strappasse le pagine di un libro”- Perlman, ovviamente. Dopo di ciò, vede una folla, che include “Ambrose Bierce e una donna nuda, calma e che non provava alcun imbarazzo per la sua nudità pubblica (...) le ultime fasi di una gravidanza molto prominente (...) una copia intatta di quello che mi sembrava il Libro di Hali.” 
L'avverarsi del sogno di Black si alterna a immagini del suicidio di Lily, in particolare all'immagine della prima pagina di Providence, di Lily che sta sul ponte, stracciando le lettere d'amore di Black. 

Vignetta 3

Un'altra differenza tra questa pagina e la pagina 1 di Providence 01 è l'asimmetria delle mani di Perlman, forse simbolica. 

Vignetta 4


Magri Notturni volano sullo sfondo. 

In Aklo, “AGNADIUORP”. Letto all'inverso, significa  “Prouidanga”, che ricorda fortissimamente a sua volta “Providence”, considerando come in latino u venga incisa sulla pietra come v e la g occupi la posizione della c nell'alfabeto Aklo. L'Aklo del Libro di Hali era scritto come a uno specchio, vedi Providence 06. 

Retro (citazione)

Il passaggio da Oltre il muro del sonno riassume ed esprime complessivamente quanto Moore ha cercato di trasmettere con quest'ultimo capitolo e a quale finale abbiano condotto gli eventi della serie. 

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