lunedì 27 gennaio 2014

In prima fila, stronzetto!


Quando studiavo diritto, alle superiori, non mi rendevo conto dell'ironia insita nel termine "Consuetudine". Sbrigativamente presentata dal mio professore di diritto come un rimasuglio medievale, una formalità, una norma sociale, questa piccola postilla della Costituzione detiene in realtà più potere degli articoli fondamentali, anzi dall'alto della sua tradizione millenaria li donnina, li trasforma in burattini, schiavetti di una stronza dominatrice.

Perché la consuetudine? Cosa vorrete che sia, mi starete dicendo.
Dopotutto, come osservava sarcastico il mio professore, la consuetudine regola e governa quanto non è previsto dalla legge; in tempi evoluti (sic) come il nostro, non c'è nulla che non sia regolamentato, incarcerato in comma e virgolette a fine pagina. Usanze e consuetudini non sono leggi in senso stretto. Si adattano con il tempo. Quanto, specie in fatto di costumi sessuali, era inaccettabile vent'anni fa, viene ampiamente riconosciuto e nel comune assenso della comunità tollerato. Tuttavia, è in quest'espressione, in questo comune accordo che non richiede spiegazioni se non nell'opinione pubblica, che risiede il terribile potere della Consuetudine.

La norma sociale non è infatti trascurabile. Bisogna essere (volontariamente!) miopi, per ignorare che al di sotto di ogni legge, per quanto "alta" e "universalista" essa sia, c'è un ampio sotto bosco oscuro e taciuto di consuetudini, di normative non scritte, analfabete per scelta e vocazione, che suppliscono al carattere "inumano" della legge. Una legge senza un cittadino a cui applicarla non può esistere. Ma io aggiungerei: una legge e un cittadino non bastano, servono più cittadini che interagiscono, mettono in piedi un establishment sociale, che decidono di comune d'accordo che quella legge va applicata, modificata, interpretata in quel dato modo. La legge viene plasmata, creata effettivamente solo quando modificata dalla consuetudine. Giochino di parole: è la consuetudine a dettar legge.
Sono ragionamenti banali, che (quasi) tutti conoscerete già. Il dono, il regalo che non è vero "dono" se non viene rifiutato, accettato malvolentieri. La consuetudine che mette la mordacchia e agita la frusta sulla legge, che la sodomizza alle necessità storiche-politiche. Insomma, un ampio, gigantesco sottobosco di leggi sociali contrarie per un vizio di natura alla legge "ufficiale". Consuetudini diametralmente opposte a quanto propone la legge, ma che in un perverso giro di boa la rendono possibile.
(Scartando un regalo) Ma no! Non volevo questo regalo! Non dovevi! Guarda che mi vizi!

(A tavola) Mi passi lo zucchero? Ma certo, subito!

(Durante una Costituzione) Tutti gli uomini sono eguali!
Tranne gli sporchi negri, ovviamente. E le donne. E i poveri. E i nativi. E i cattolici. E i francesi. E gli italiani. E gli irlandesi. ... 
Yuzna Society
Una legge senza consuetudine è destinata ad affondare come un titanic universalista contro l'iceberg sommerso delle Consuetudini. Senza l'opposto della Consuetudine, la Legge rimane lettera morta per la società. Nel magnifico Horror "Society- la Società dell'orrore" del regista Yuzna, il protagonista scopre nell'inferno Raeganiano degli anni ottanta come l'upper class dei suoi genitori siano mostri non solo in senso figurato, metaforico: sono, a tutti gli effetti, dei mangiatori di uomini, dei cannibali sociali, degli alieni che divorano le classi più basse, che le succhiano per divertimento e supremazia. Nella splendida orgia di carne del finale, i mostri-genitori non si nascondono più, mostrano la propria oscenità come legge naturale delle cose. Yin e yang. Oscenità per affermare purezza. La Consuetudine-diavolo che alza la testa cornuta e afferma trionfante che senza di lei il Dio-Legge è cieco, inutile, sordo.

I miei complimenti anche al nostro "giocattolino". Io vado matto per l'odore della... Caccia e il
gusto della... Suzione. (...) Lo sai, Bill, tu non sei mai stato uno di noi. Tu sei di una razza diversa dalla nostra, sei di un'altra specie, di un'altra classe. Non puoi essere uno di noi. Membri della famiglia si nasce. (...) No, non veniamo da altri pianeti, o cose del genere. Noi siamo dei terrestri, esattamente come te. E' solo una questione di addestramento, tutto qui.

simpatici sanculotti
I grandi personaggi storici, come Robespierre, sono grandi proprio perché scelgono di applicare solo la Legge. Ignorano la consuetudine, non l'avvertono "propria". Una bomba atomica sganciata direttamente sul tessuto sociale. Più che l'Incorruttibile, l'Insensibile. Non sorprende che di fronte a un personaggio così radicale l'appoggio della massa sia durata a tal punto poco; ma è un punto a favore della rivoluzione francese che l'azione di Robespierre abbia trovato sostenitori, cittadini stanchi di una Legge asservita alla Consuetudine di un regime ormai morto. 

Qualche settimana fa, a messa, osservavo un paio di banchi in avanti una famiglia nucleare con un bambino piccolo, forse un primino della scuola elementare. Sfogliavo placidamente il foglietto della messa domenicale, bulimicamente assorto in pigre osservazioni sul pranzo che mi aspettava. Il sacerdote, uno dei tanti, è passato e ha osservato con voce in falsetto, sussurrando nascostamente alla coppia:

- Il bambino dovrebbe stare nelle prime file, è bello così -

E' bello così. Quelle due parole mi sono rimaste piantate in testa per tutta la messa. I genitori hanno replicato con voce intrisa di vergogna che...

- Ci dispiace, la prossima volta faremo così, è lui a non voler venire -

E' lui a non voler venire. Sarà stato l'incenso, il dente avvelenato o cos'altro, ma mi sono improvvisamente ricordato di quante volte veda la stessa scena a ogni messa domenicale. Non c'è una Legge e non un vero motivo per cui i bambini debbano stare nelle prime file. Sono sicuro che nei tempi Pre-Concilio Vaticano II le famiglie nei banchi restavano unite&solide, non si frammentavano a seconda dell'età. Ogni domenica, in qualche modo, si ripete sempre la stessa scena: il bambino viene esortato a mettersi davanti, in prima fila, facendo leva sulla vergogna della famiglia che non ubbidisce. E' consuetudine che i bambini stiano nelle prime file, affermano. Sarebbe bello... E' brutto se non ubbidite. Che poi il bambino voglia stare con il padre, specie in un edificio dove si adora un Dio padre è un autentico paradosso. Ma ci si potrebbe chiedere se questa consuetudine non abbia un altro scopo simbolico. I bambini stanno nelle prime file, il sacerdote spesso, se giovane, preferisce dialogare con loro, perché
"l'ingenuità de bambini è la verità del Dio padre". 
Sarà certamente , ma dagli studi in pedagogia il bambino ripete e assorbe quanto l'ambiente circostante insegna: che risponda e dica quanto l'uditorio si aspetta, non è una novità. Una verità costruita dalla società, impartita in un teatro costruito a pennello. La verità estorta dal bambino alla Predica è in effetti quanto il prete sta andando insegnando in quel momento. Questa presunta verità "interiore" a ragionare a mente fredda è quanto di più esteriore e costruito a tavolino possa esistere; e il cantiere in cui fervono i lavori è proprio lì, in quel momento esatto, nelle parole che vanno presentate e trionfalmente esposte come verità di fede. L'ideologia (usata nel senso che la usa il filosofo Zizek) viene impartita alle nuove reclute e ribadita e al contempo approvata dall'uditorio di fedeli, in quell'attimo di finta-domanda, finta-risposta. Al contempo, il bambino, il neofita non è solo il nuovo fedele; è un modello a cui deve aspirare il vecchio fedele, lo sfiduciato, il dubbioso. Il bambino non ha mai dubbi, egli obbedisce senza riserve. A citare lo Youtuber cinematografo Frusciante, che discute a sua volta Fulci nello splendido film "Non si sevizia un paperino"
" Però (...) Ti tende a far capire che la logica perversa della religione è sempre quella. Che tu uccida o no l'idea è sempre di farti restare un bambino per poterti comandare tutta la vita "
A costo di risultare orribilmente pomposo e noioso, non posso fare a meno di chiedermi: quante altre volte Consuetudini, norme sociali che ci governano e vengono presentate come “Legge” ci passano sotto gli occhi ogni giorno, e vengono con bovino cenno della testa accettate come verità di fede?

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