venerdì 20 gennaio 2012

Sopa

Come sopprimere la pirateria uccidendo Internet

Forse per diretta conseguenza del traumatico naufragio del traslatlantico Costa Concordia,
in Italia il provvedimento Sopa sta passando inosservato se non per qualche sporadico blog internazionalista.

Sopa, acronimo di Stop Online Piracy Act, è un provvedimento americano che lascia ampia carta bianca ai titolari di copyright e della giurisdizione americana nell'oscurare e bloccare i siti ritenuti colpevoli di pirateria. Principali sostenitori la compatta falange delle industrie farmaceutiche, cinematografiche e musicali, che lo definiscono come unico reale provvedimento capace di fermare la pirateria, che stimano causi migliaia di licenziamenti in America ogni anno.

Di fatto Sopa è uno dei tanti casi in cui la cura si rivelerebbe peggio della malattia, estirpando non tanto il male della pirateria, quanto il corpo stesso che lo ospita, Internet.

mercoledì 18 gennaio 2012

Apologia di Matthew Reilly

Sebbene nella maggioranza dei casi Wikipedia dimostri una lodevole oggettività nei giudizi, al punto che recenti indagini la pongono ben al di sopra degli statici standard dell'Enciclopedia britannica, nel caso della versione italiana non mancano casi in cui, forse complice una generale mancanza di più fonti, si arrivi a trarre conclusioni errate se non addirittura fastidiosamente parziali.

E' il caso di Matthew Reilly, scrittore australiano di romanzi d'azione, che viene dall'autore della scheda a dir poco massacrato nella critica, presentato come una scimmia incapace di creare personaggi che non siano macchiette stereotipate.
"Caratteristica principale dei romanzi di Reilly è l'azione forsennata e rutilante, tipica del cinema d'azione moderno, e la scarsa rappresentazione psicologica dei suoi protagonisti. Fa un uso molto frequente dei cosiddetti personaggi tipo, e compie una netta distinzione fra buoni e cattivi"
"Un romanzo unicamente di azione, del tutto privo di caratterizzazione..."
Nel caso di Tempio, in assoluto il migliore dei romanzi di Reilly, la critica se possibile peggiora, marchiando il romanzo come insulso, irreale, trashoso.
"Le pecche però rimangono sempre le stesse e costanti per Reilly: il suo terzo romanzo è privo di un'approfondita ispezione psicologica dei personaggi, descritti superficialmente. I cattivi sono sempre trucidi malvagi, privi di ogni cuore o moralità, nazisti e avvenisti, che puntualmente vengono sconfitti, attraverso azioni rocambolesche oltre ogni limite del possibile."
Dopo aver letto le principali opere di Reilly dissento profondamente.
Ice station presenta nel primo quarto del romanzo dei dialoghi e una caratterizzazione dei personaggi a dir poco certosina, forse certo un po' rozza, ma non esente di forte originalità. Scarecrow, principale protagonista a capo dei marines della squadra presenta una psicologia interessante e non manca un minimo di background e leggenda che bene si adattano al tipico cavaliere duro e puro. Il resto della squadra, attorno ai dieci elementi, presenta ognuno tic e nomignoli che ne permettono il riconoscimento al volo e al contempo ne danno una buona immagine, quasi cinematografica.

In Tempio il protagonista soffre della tipica sindrome dell'intellettuale che costretto in situazioni avventurose diventa spietato assassino, MA sottolineo, è un consueto difetto di 90% della produzione di romanzi e film d'azione. Incomprensibilmente invece simili difetti vengono tutti addossati solo a Reilly di fatto ostracizzandolo senza reale ragione. In particolare questo si nota non solo su Wikipedia quanto in buona parte dei siti e blog che ne trattano.
Michael Crichton? Tom Clancy? Frantz Schatzing? Sono tutti romanzieri che centrano appeal e trama sull'azione pura e sfrenata, condita da costosi gingilli tecnologici e tecniche descrizioni di armi. Ho letteralmente divorato ogni libro che trovassi di Crichton, e letto numerosi di Clancy e devo ammetterlo: la caratterizzazione dei personaggi, le sottili psicologie non sono il loro forte, se possibile ancor meno di Reilly. E se in Crichton la genialità delle vicende spesso salva la situazione, Clancy è a dir poco lacunoso, logorroico in situazioni questa volta sì stereotipate, ma con l'imperdonabile velleità di voler anche essere serie e pedanti.
Eppure, ecco ecco Crichton e Clancy innalzati a divinità della scrittura:
"(Tom Clancy) Nonostante già da giovane fosse molto dotato per la scrittura... Tom Clancy è definito dalla critica il "guru del techno-thriller", per la sua capacità nel descrivere avvenimenti di fanta-politica con molti dettagli tecnici.
Nei suoi romanzi, Clancy sovente fa destreggiare i protagonisti con armi e tecnologie militari altamente innovative, dimostrando di conoscerne le caratteristiche e le modalità d'impiego con estrema precisione, ben prima che divengano note al grande pubblico."
E allora? Sono qualità già presenti in tutti i thriller d'azione.
In campo italiano Altieri non ha nulla da invidiare a Clancy, in questo senso.

Si tratta di pregiudizio della critica, o forse molto più velatamente, sottile corruzione della stessa.
Non è un caso che Reilly sia stato un esordiente e il suo primo romanzo l'abbia pubblicato con i suoi soldi, tanto ci credeva. Si è fatto così notare dalle principali case editrici e ha potuto sfornare i suoi romanzi migliori.

Aprendo una parentesi, uno dei TANTI casi (Proust, per citarne uno a caso) in cui uno scrittore ha sfruttato l'editoria a pagamento non perchè fosse un incapace, vanitoso di vedere la propria opera su carta, ma perchè credeva di avere delle potenzialità che il muro dell'editoria non aveva nemeno intravisto. Significativa a questo proposito, nell'intervista in appendice a Tempio, la sua opinione sulle case editrici in Australia, che com'è probabile accolgono certo molti più esordienti rispetto alla situazione italiana.
"Cosa ti ha spinto a pubblicare Contest (il suo primo libro) in proprio?"
" Semplice. L'avevo offerto a tutti i maggiori editori di Sidney e tutti avevano rifiutato! Quello che mi ha portato a intraprendere la strada dell'autopubblicazione è stato il desiderio che fosse notato. Onestamente ero convinto che fosse eccezionale e, soprattutto, ero convinto che gli editori a cui l'avevo offerto non l'avessero giudicato in maniera appropriata (alcuni, ne sono certo, non l'avevano neppure letto).
Dannazione, per cercare di entrare nel giro, mandai Contest a una delle maggiori aziende di Sidney. Hanno perso il manoscritto. Ecco quanto è difficile se si è degli sconosciuti. Perciò andateci piano con gli autori che si autofinanziano, perchè, per quel che mi riguarda, loro almeno hanno il coraggio di scommettere su se stessi per vedere i propri libri stampati".
(...)
Ragionai sul fatto che gli editor si recano nelle librerie per controllare la sistemazione dei loro libri, ecc, quindi se fossi riuscito a infilare Contest sugli scaffali delle migliori librerie, forse qualcuno dell'industria libraria l'avrebbe notato. (Geniale! -.-)"
In Italia non è che la situazione cambi molto, con l'eccezione che le principali case editrici pubblicano ad cazzum, seguendo le mode del momento, senza troppo curarsi della qualità degli esordienti che mandano allo sbaraglio. Va di moda il fantasy? Pubblichiamo un paio di scialbi romanzetti, errori e banale plot tutto compreso. Sono i vampiri il nuovo trend commerciale? Ignoriamo i libri fantasy degli esordienti, indifferente se stavolta erano ben scritti.

Ritornando a Reilly, il wikipediano autore della pagina si diverte nella sua invettiva, accusando l'autore di scrivere avventure a tal punto spericolate da sfiorare l'incredulità.
Non coglie così il principale e fondamentale pregio dello scrittore, proprio l'azione frenetica e senza respiro. Le avventure di Reilly sono improbabili, ma da un punto di vista buono: sono romanzi sulla falsariga di Indiana Jones, dove viene sfruttato lo zero budget del romanziere per dare vita a scene d'azione al rallenty lunghissime e quasi orgiastiche nelle continue esplosioni, fragore di proiettili, lamenti di morte.
La letteratura da sempre ha posto l'attenzione sui vantaggi del romanzo, evidenziando come nulla più della scrittura permetta di analizzare e discernere i pensieri della mente umana, l'introspezione psicologica, l'auto riflessione. Reilly ha prontamente intuito il rovescio della medaglia: lo scrittore non deve preoccuparsi di budget ed effetti speciali, se scrive d'azione, dispone come unico limite della sua creatività:
"I film devono assoggettarsi al budget. Ma in un libro, il limite del budget è quello della tua immaginazione. Mi piace pensare che la mia immaginazione sia immensa".
Concordo in pieno.

 uno dei migliori personaggi di Ice Station:
 il marines femmina Motherfucker,
un colosso di muscoli  dal cuore d'oro
Fonti:
Intervista in appendice a Tempio
Citazioni da Wikipedia


lunedì 16 gennaio 2012

Biografia e contatti


Come dico sempre ai nuovi commentatori... benvenuto sul blog!

Cronache Bizantine è il plurale di Cronaca Bizantina, il giornale di D'Annunzio e Sommaruga di fine '800. Volevo un nome che fosse italiano, ma che come denoti la copertina mantenesse un' immediata impressione di Jugendstil, di art nouveau mitteleuropea sul visitatore.

Mi chiamo Zeno Saracino, sono nato nel 1992, a Trieste.
Ho studiato nel vecchio dipartimento di lettere Discipline storiche e filosofiche, di cui ho conseguito la tesi triennale con una ricerca sulla Gorizia risorgimentale del 1848.
Nel nuovo dipartimento di Umanistica, studio attualmente per la specialistica Studi storici dal medioevo all'età contemporanea.
Il mio campo è l'Ottocento e in senso più largo la Storia moderna, intesa con buona approssimazione dal 1500 al 1700.
Ritengo di avere una buona conoscenza del Risorgimento, della Storia locale dal XVIII al XIX secolo e a più grandi linee degli Imperi centrali – germanico e austro-ungarico – fino ahimé alla loro dissoluzione con la prima guerra mondiale.
Oltreoceano, mi sono recentemente interessato al colonialismo ancora una volta ottocentesco, con particolare attenzione ai territori dell'estremo oriente, dall'oppiata Cina al Giappone in rivoluzione industriale.
A Trieste gestisco con altri due colleghi la sezione giovani di Italia Nostra. L'attività si è concentrata sul Porto Vecchio e sull'archeologia industriale in via di restauro (Centrale Idrodinamica, Sottostazione elettrica, i magazzini a due piani degli anni '70 dell'Ottocento).

Questi interessi confluiscono nel blog, che considero non un espositore quanto un laboratorio di idee, un calderone di riflessioni, segnalazioni e materiale “grezzo” elaborato sull'entusiasmo del momento. Senza difficoltà potrei scrivere un articolo di 200 parole al giorno, dando un “tono” da newser; preferisco tuttavia usare Cronache Bizantine come luogo di sperimentazione, un blog dove postare articoli lunghi, complessi, alcuni direbbero contorti. Più volte ho recuperato vecchio materiale sulle Cronache e l'ho riciclato riducendolo di spessore e stile barocco per un'altra pubblicazione. 
Uno Zibaldone, se volete, spero meno deprimente dell'omonimo leopardiano.

Oltre alla storia, troverete sulle Cronache recensioni di saggi e romanzi, quest'ultimi principalmente d'horror e fantascienza. Rispetto al mainstream, ritengo che molti libri siano belli nel senso oggettivo e brutti nello stesso senso; che vi siano criteri deducibili dai manuali di scrittura con cui poter con sicurezza definire se un libro è buono o cattivo. Cerco, se possibile, di scrivere con parole mie la trama, senza copia-incollarla e allo stesso modo di accompagnare gli elogi o le critiche con esempi concreti e citazioni dirette dal testo in questione.
Un romanzo giudicato negativamente non è giudicare male una persona; il processo è rivolto solo contro la carta stampata che si esamina, non verso la moralità del soggetto.

Riguardo ai “classici”, abbondante materiale è disponibile su Tolkien e Lovecraft, sia come autori letterari con una loro dignità, che come fenomeni transmediali, diffusosi negli anni dello scoppio di Internet (il primo con la trilogia jacksoniana, il secondo con i meme su Cthulhu).

Nei primi anni il blog era noto come Zenoraptor. Uso spesso come pseudonimo Coscienza, Coscienza Zeno, Coscienza di Zeno, sempre accompagnato dal magnifico quadro di Arnold Böcklin, Autoritratto con Morte violinista (1872).
E' un gioco di parole col mio nome, dai tempi di Repubblica@scuola.

Di seguito, vi lascio con qualche etichetta del blog e con i contatti social.  

Twitter (profilo blog).

Facebook (profilo).

Email: zenozen156@gmail.com 
I messaggi automatici, le email da listino della spesa e i messaggi copia-incollati verranno ignorati&cestinati. 

… la letteratura in immagini, di cui la critica non si occupa e che i dotti notano appena, è estremamente coinvolgente, (e lo è stata) in tutte le epoche, e forse anche più dell'altra (la letteratura scritta)... essa agisce principalmente sui bambini e sul popolo minuto, vale a dire sulle due classi di persone che è più facile fuorviare e che sarebbe più desiderabile moralizzare.
(Rodolphe Topffer sui fumetti, 1845)

Sì, proprio loro. No, non sono forma d'arte. No, non sono film interattivi. Sono videogiochi: puro e semplice. Non troverete qui recensioni prezzolate, oggettive dissertazioni su quanto la grafica dell'ultimo pixel sia rapportabile alla qualità del sonoro. Piuttosto, sensazioni e riflessioni. Dialoghi, trama e coraggio della narrazione. Non giudichiamo un libro dalla sua copertina, non recensiamo un videogioco come un salame in vendita.

Sì, sono un fanboy dello Witcher. E dei Cd projeckt red.
L'E3 almeno per me è sempre un gran divertimento. C'è chi aspetta i campionati di Calcio e chi aspetta l'E3. Io almeno, seguendo l'E3 mi assicuro di non perdere mai...

Fantascienza vittoriana, rivista alla luce dell'atrocità del ventesimo secolo. Retronostalgia venata di cinismo. Fiducia nel positivismo nell'epoca del gomblotto e del dogma irrazionalista.
Mi concentro solitamente sulla Belle Epoque, piuttosto che sull'età Vittoriana, e preferisco ambientare le mie storie in città immaginarie che solo ricordino (o ricostruiscano) le città del Brasile. Inoltre, i miei personaggi sono di solito i dissidenti, la classe povera, i sindacalisti e gli anarchici dei primi anni del 900. Penso che lo steampunk abbia bisogno di più attentati, più rivoluzioni. Dopotutto, il passaggio dal vecchio al nuovo secolo fu caratterizzato dalle fabbriche e da turni di diciotto ore e dalla ricerca della libertà. Non solo da carine macchine a vapore e i loro inventori. (Jacques Barcia on Steampunk)

Sottogruppo:
Castle Falkenstein era un'interessante gioco di ruolo degli anni ottanta, che combinava la fantascienza vittoriana con una garbata atmosfera mitteleuropea. Certamente non è classificabile come “steampunk” ma è un buon esempio di come creare un fantasy insolito, con influenze chiaramente europee, visivamente e concettualmente distantissime dalla matrice anglosassone.
Ne ho tradotto il supplemento più fantascientifico e “steampunk”, Steam Age.
Ottimi spunti per un'ambientazione!

Alla lunga, chiunque sia davvero interessato a condividere articoli sui social network si rende conto dell'orribile verità: l'utente medio non legge gli articoli stranieri. Se già l'italiano deve rasentare la demenza linguistica perché venga compreso, l'inglese è ancora terra incognita.
Molti degli articoli sotto l'etichetta “traduzione” sono proprio questo: articoli che trovavo interessanti, ma scritti in lingua albionica, ho riscritto e tradotto per il pubblico italiano. Ignoro quanto servirà, ma dovessero piacere anche solo a un lettore su cinque, mi dichiarerò soddisfatto.
Il mio è un inglese a livello ancora medio e la traduzione presenta tutti i difetti delle traduzioni artigianali; piccole imprecisioni, occasionali fraintendimenti. Commentate e correggerò.

Non viviamo davvero in un'esistenza dove i diversi aspetti della nostra società sono divisi in scomparti nello stesso modo in cui è divisa una libreria. In una libreria, avrai una sezione che è di storia, una di politica, una sulla vita di ogni giorno, o sull'ambiente, o sui grandi pensatori contemporanei, o sulle mode attuali. Tutto, in queste cose, è politica. Tutte queste cose non sono divise in scomparti; sono mischiate tutte assieme. E penso sia inevitabile che arrivi a esserci un elemento politico in tutto quello che facciamo o non facciamo. In tutto quello che crediamo o non crediamo. (Alan Moore on Politics)

H.P. Lovecraft piace a tutti. In realtà, Lovecraft piace a pochi. Leopardi americano, il cantore di Providence è una continua antitesi ai nostri tempi. Anti-capitalista, anti-freudiano, anti-liberale, anti-mercantilista, anti-progressista, anti-religioso. Ateo. Solitario. Un pessimismo dilaniante che rifiuta qualsiasi ideologia, che le rigetta disgustato. Scrittore mitopoietico, piuttosto che romanziere. Lovecraft dalla cultura moderna è stato sì assimilato, ma in comode pillole, in slogan (Cthulhu, Dagon, gli Antichi) che hanno snaturato il messaggio originale.

Sottogruppo:
Suggestioni varie. Tentacoli, Kaiju, cultisti dalle mani palmate. Crossover blasfemi.  

Che dire? Un padre del fumetto contemporaneo. Un antimodernista irrigidito nelle sue convinzioni.


Un mago nell'epoca delle lampadine e dei transistor. Uno steampunker prima che lo steampunk diventasse mainstream. Fastidioso, inclassificabile.

Serviremo la nazione con gioia in questa sua dolorosa lotta. Piomberemo sulle navi nemiche accarezzando la certezza che il Giappone è stato e sarà un luogo in cui soltanto abitazioni graziose, donne squisite e splendide amicizie avranno il diritto di esistere.
(Diario del sottotenente kamikaze Okabe/ 1944)


Kickstarter: letteralmente, calcio d'inizio.
Peccato, che di progetto in progetto Kickstarter offra ormai non solo il calcio, ma la gamba intera, anzi il calciatore in persona, l'intera squadra, il campo stesso... Tutto dipende da quanto il vostro progetto attrae l'attenzione. Saranno le prossime rivoluzioni letteralmente finanziate dal popolo?
Compagno Marx, il popolo ha superato la soglia di finanziamento e stanno sbloccando lo stretch goals “barricate agli angoli delle strade”! Gli add-on “molotov” vanno a ruba...  


E' difficile definirsi "Femministi". Questo perché l'etichetta è stata a tal punto monopolizzata e distorta che parlare di femminismo senza ricevere insulti e critiche non è più possibile. Possesso esclusivo (molto maschile, in effetti) di radical-chic, femministe becere, discorsi da bettola.
Si è femministi in quanto in favore dell'emancipazione degli svantaggiati, della propria emancipazione. Uscire dallo stato di minorità dell'uomo, che possiamo imputare all'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Anzi: scelta dichiarata di non usare il proprio intelletto. Perché faticoso e nocivo. Fonte di pericolosi dubbi.  


Si potrebbe iniziare questo capitolo nel modo in cui si raccontano le favole: << C'era una volta una sovrana potente e temuta, il cui regno si estendeva su una gran parte del globo. Il suo nome era Vittoria >>. Il regno della regina Vittoria, durato dal giugno del 1837 al gennaio del 1901, ha infatti la stessa duplice natura delle fiabe, appartenendo a un'epoca che sembra remota per molte sue caratteristiche e, nello stesso, tempo, proiettandosi nella dimensione dell'attualità, suscettibile di essere rivisitata alla luce della nostra sensibilità moderna.  

Pipe of the Week.
Rubrica occasionale (al venerdì).
Curiosità legate al mondo della pipa da tabacco.
Suggestioni, esperienze. Nostalgie tabagiste.  


Non c’è niente come il gioco dei soldatini che insegni la stupidità della guerra, tranne la guerra stessa

Miniature in scala 28mm. Bronzetti di statue greche. Inimmaginabili opere d'arte che il volgare plebeo definisce “soldatini”...


I musulmani hanno la Mecca, i Nerd hanno Lucca Comics. 
Non ho dubbi su chi siano più fanatici... (I secondi, ovviamente!).  

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