sabato 19 novembre 2011

Come NON scrivere: scrittura, fisiognomica e politica

Vagabondavo come mio solito in città, stretto nel mio impermeabile da barbone, quando vengo fermato da una ragazza con un grande block notes in mano e un sorriso del tipo -fermati-bastardo-ti-devo-parlare-.
- Ciao! Leggi molto?-
- Qualcosina...-
- Qual'è stato l'ultimo libro che hai letto?-
Mi sventola sotto il naso il cartellino per l'iscrizione alla libreria con abile gioco di prestigio.
Presagendo future rotture di coglioni tento la mia carta segreta.
- Senti, sono minorenne... - sorriso mefistofelico, alzo le mani, palmi rivolti in segno di pace
-Mi dispiace-
-Ahhhh, scusa è che...- balbetta qualche scusa e corre ad azzannare qualche altro cliente.
Ovviamente non sono minorenne, ma dubito che avrebbe creduto al titolo del mio ultimo libro letto, "Lombroso, L'uomo delinquente in rapporto all'antropologia, alla giurisprudenza e alla psichiatria, edizione del 1897".
barba, occhiali e baffi. ecco un uomo virile

Lombroso muoveva dall'idea che basandosi sullo studio del volto e della corporatura di una persona fosse possibile giudicare le sue future azioni e comportamento.
A noi evoluti (sic!) cittadini del 21 secolo può sembrare un'idea ai limiti del demente,
ma all'epoca non mancò di una certa risonanza. Certo, si era predestinati a un dato comportamento, che fosse rivoluzionario, intellettuale, pluriomicida. Tuttavia la fisiognomica indirettamente tutelava il condannato, in quanto ogni atto che compiva non era sua colpa esclusiva, ma indiretta conseguenza dei suoi geni.

Dunque se parlamentari e politici continuano a derubarci gorno dopo giorno, non è colpa loro, sono fatti così! Basta guardarli in faccia, per capire quale categoria appartengono.
Lombroso avrebbe sezionato con gioia il cervello di uomini del genere:

comportamento sorprendentemente simile a quello di molti animali ^^

La fisiognomica con il tempo è diventata una pseudoscienza, ma ha conosciuto singolare fortuna come tecnica letteraria. Un pò come lo stesso Svevo ammetteva riguardo la psicanalisi, la fisiognomica rappresenta una tentazione irresistibile per tutti i romanzieri.
Il tentativo di vincolare determinati sentimenti o qualità d'animo a parti del corpo rappresenta una tentazione troppo ghiotta per poter essere ignorata.
A differenza ahimè della fruttuosa applicazione della psicanalisi in capolavori quali "La coscienza di Zeno" tuttavia, la fisiognomica funziona parecchio male anche come aiuto in descrizioni e stile di scrittura. Questo difetto in realtà non è così sconosciuto, tant'è che lo cita anche Stephen King nel suo manuale di scrittura "On Writing":

" Io penso che per dare al lettore la sensazione di trovarsi effettivamente dentro la storia, ambientazione e atmosfera siano molto più importanti della descrizione fisica dei protagonisti. Nè credo che quest'ultima debba essere una scorciatoia per definire il carattere. Risparmiatemi dunque, per favore, "gli acuti e intelligenti occhi blu" dell'eroe e il suo " mento volitivo e risoluto"; altrettanto valga per gli "zigomi arroganti" dell'eroina. Questi sono esempi di cattiva tecnica e scrittura pigra {...}"

Rileggendo Eragon di Cristopher Paolini è stato facile imbattersi nella fisiognomica letteraria: ecco ad esempio un breve accenno di descrizione dello sfigato protagonista:

"Eragon aveva quindici anni; un anno soltanto lo separava dall'ingresso nella vita adulta. I suoi penetranti occhi nocciola erano sormontati da sopracciglia scure. I suoi abiti erano logori..ecc ecc"

Altre evidenti perle del maestro fentesì:

" Dietro al bancone c'era il macellaio Sloan {...} Sul volto giallastro e butterato spiccavano occhietti neri e sospettosi"

Non credo li si possa classificare come veri e propri difetti letterari, nonostante comunque dimostrino una certa pigrizia mentale. Ad esempio il lettore poteva capire la malvagità di Sloan in modi più avvincenti di una pedissequa descrizione fisica: avrebbe potuto mostrare il macellaio mentre maltrattava un garzone o rifutava di vendere la carne a uno straniero di cui non si fidava.
Quindi prima di scrivere che il vampiro di turno "mostrava occhi sottili e affascinanti, conditi da un pizzico di malvagità" pensateci bene.




Fonti:

Esperienza personale
"Lombroso, L'uomo delinquente in rapporto all'antropologia, alla giurisprudenza e alla psichiatria, edizione del 1897"
Immagini provenienti da wikipedia
Ovviamente questa è solo puro divertissement. Prendetelo cum grano salis.

mercoledì 2 novembre 2011

Un incontro inatteso

Donne, dirigibili e brutti contadini IV parte

Donne, dirigibili e brutti contadini è un racconto che mi diverto a scrivere a intervalli irregolari.
(in pratica quando mi pare)
L' ambientazione è un blando fantasy steampunk, con protagonista una donna capitano di zeppelin, Katherina, coinvolta in un' oscura minaccia allo stato repubblicano in cui vive.
Link al primo capitolo: http://zenosaracino.blogspot.com/2011/09/ho-provato-buttar-giu-linizio-del.html

Avanzavano, il cielo bucato da una falange di baionette lucenti.
Bottoni dorati, uniforme nera, elmo d'acciaio in bella vista.
Katherina strizzò gli occhi, distinse il sergente dall'uniforme con le spalline dorate e la pancia da ubriacone. Fumò con una smorfia l'ennesima sigaretta, la gettò via, schiacciandola sotto il tacco dello stivale più e più volte . L'erba si sentiva appena, il fumo stentava a penetrare nei polmoni. Uno schifo.
Mentre la falange s'avvicinava a passo di marcia, diede un'occhiata a Enrico che, mascella serrata e mano contratta sull'elsa della sciabola, dava l'impressione di scoppiare da un momento all'altro.
- Problemi, sergente?- non resistette a punzecchiarlo.
- Non è nulla, grazie. Non sopporto tutta questa burocrazia, ecco tutto. Funzionari locali che si danno manie d'onnipotenza, la polizia che si crede chissà chi per l'occasione.-
- Sembrano piuttosto ben disciplinati- osservò distratta Katherina, guardando gli operai in una veste giallo sporco assicurare al suolo il suo prezioso zeppelin.
-Sono ridicoli. Grassi pavoni che non sanno combattere. Guarda le baionette ad esempio. Ferro così lucido non devono averlo mai usato davvero.-
Sbuffò.
- Probabile che non siano nemmeno affilate-.
Katherina non rispose, ma sorrise di sbieco.
-Il resto dell'equipaggio si sporgeva dal ponte con i pochi averi pronti in mano, mentre i più smaniosi, piloti e soldati, si accalcavano presso la scaletta.
Qualcuno stringeva fra le mani lo zaino, molti fotografie sbiadite o vecchi fazzoletti che avevano perso colore. Li sventolavano verso la piccola folla di donne che si accalcavano presso la scaletta, che strillavano nomi di ogni genere, più d'una con lacrime o attacchi d'ansia quando qualcuno rispondeva. Molte avevano superato la sessantina, altre più giovani, ma dal viso pallido e il corpo grassoccio delle casalinghe, stringevano le mani di bambini e figli. Altre ancora un pò in disparte fumavano qualche sigaretta, avvolte in vesti provocanti, ma piene di toppe, il trucco esagerato sul volto. Madri, fidanzate, puttane. Tutte in cerca dei loro amori. Beati loro, che non devono affrontare la burocrazia pensò Katherina, prima di lacerare il suo volto in un sorriso. Il sergente della falange ricambiò, con sorriso certo più largo e sincero, fermando la fila di soldati a un passo da Enrico e Katherina. Qualche metro lontano il macchinista e il primo pilota li fissavano, strascicando i piedi indolenziti. Tutto come prevedeva il maledetto protocollo, quindi perchè il sergente arrossiva e continuava a fare piccoli cenni con il capo?Con un sospiro Katherina accennò un inchino tanto rigido da sembrare che l'avessero spinta.
- Capitano Katherina?-
- Così dicono. Ne vede forse altre, di donne?-
Il viso dell'uomo si fece ancora più paonazzo. Il macchinista soffocò la risata nella barba fra continui singulti. Enrico ghignò. Il sergente si strofinò la guancia, vano tentativo di nascondere il rossore. Srotolò con la mano una lunga lettera arrotolata nell'ampia tasca del pastrano. Lesse le prime righe.
- In sostanza la devo scortare al Municipio, capitano. Ordine di massima priorità. In caso di necessità sono autorizzato all'uso della forza-
Katherina sbuffò di fronte all'espressione feroce del sergente.
- Sicuro di non aver sbagliato persona? -
- Niente affatto.- Porse la lettera, la donna gliela strappò di mano, la lesse con fronte sempre più corrucciata man mano che si addentrava nel testo.
-Allora?- incalzò Enrico.
-E' tutto vero.- ammise Katherina, a suo modo impressionata
 - Pensavo fosse un semplice controllo di routine e invece mi vogliono al municipio. Quattro chiacchere con niente di meno che un senatore in persona.
Nella lettera accennano a una missione, ma sono molto confusi in ogni punto-.
- Politichese, Katherina. La lingua dei politici. Non la capiscono nemmeno loro, figuriamoci noi- una pacca sulle spalle da parte di Enrico.
-Prenditi cura dello zeppelin, soldato! Ci si vede al pub, se dio lo vuole!- augurò Katherina, prima di scomparire fra un mare di divise nere.


Avete davvero letto tutto l'enorme malloppo? Bravi, ma ne dubito fermamente.
Per ricompensarvi, ecco qualche tetta :-D


Se siete donne considerate l'illuminante via del lesbismo ^^